lunedì 23 dicembre 2013

70's Inspiration






A volte basta poco.
Le repliche di un vecchio telefilm guardate distrattamente in tv. La melodia di una canzone dei Bee Gees che passa alla radio, mentre si è imbottigliati nel traffico. Una foto di mamma quando era ragazza, che sbuca per caso da un faldone impolverato. E nasce il desiderio di calarsi, anche per un giorno soltanto, nelle atmosfere dei favolosi anni ’70.
Per cambiare stile e pensieri. Per trasformare una giornata grigia in un cocktail di colori. Uno shakerato molto mescolato con ingredienti sweet & sour: un terzo di soffice e vaporosa pelliccia, un terzo di pantaloni scampanati nei colori bordeaux e senape, un terzo di altissime zeppe dai motivi geometrici e una spruzzata di accessori dorati. Per un remix vitaminico. Pop. Ironico. Spiritoso. Pazzo. Inebriante.
Da sorseggiare con gusto.
Magari chiudendo gli occhi e canticchiando Gloria Gaynor. ;-)











Pants: Just Cavalli
Foulard: ALV Andare Lontano Viaggiando by Alviero Martini
Shoes: Gianni Marra
Watch: Roberto Cavalli
Coins Jewels: B.A.G.U'.

giovedì 12 dicembre 2013

Just Blue












-Halo!
-Ciao Biondina! Allora, hai deciso cosa mettere per l’evento di stasera?
-Oh sì sì, tresor! Sarò sobria e discreta, come sempre (!!!). E poi avrò un favoloso cappellino color Blu Klein!
-Blu che?!?
-Blu Klein!
Dai, non dirmi che non conosci l’International Klein Blue, per gli amici IKB! :-)
E’ quella tonalità di colore blu oltremare, saturo e luminoso, inventato e brevettato nel 1956 dall’artista francese Yves Klein. Che poi di quel pigmento, definito da egli stesso come “la più perfetta espressione del blu”, ha cosparso tutte le sue opere monocromatiche. Il blu per Klein è il colore assoluto…che non ha dimensioni…che ricorda il mare e il cielo, cioè gli elementi più infiniti ed astratti, che possano esistere nella natura tangibile e visibile…
-Klein…Klein…mmmh…no, l’unico Klein che conosco è Calvin…
-Ecco, a occhio e croce direi che Yves e Calvin c’entrano come gli scarponi da sci alle Maldive… Però ora che mi ci fai pensare una cosa in comune la potrebbero avere…anche Yves Klein per realizzare alcune delle sue opere, le Antropometrie, si serviva di modelle… pensa che le faceva “intingere” nel colore e poi le faceva camminare o rotolare su tela, in modo che lasciassero un’impronta, da lui chiamata “traccia di vita”.
-…..
-Pronto? Mi stai ascoltando?
-Ah, scusa…la mia mente ha cominciato a divagare alla parola “Maldive”…
-Pffffff… a volte sei irritante come una smagliatura nelle calze!
-Dai, scherzo! Molto interessante la storia delle modelle… era una specie di Body Art!
-Esatto! Pensa che meraviglia…dipingere un armonioso corpo di donna -e quindi usare un corpo come tela-, che a sua volta diventa strumento -e quindi pennello- per dipingere la vera tela…
-Ma quindi stasera sarai in total blue?
-Sai che ti dico? Credo che, cromaticamente parlando, sarei piaciuta a Yves Klein! Per pura coincidenza, nel mio look di stasera saranno presenti i tre colori leitmotiv della sua pittorica: il blu, il rosa e l’oro.
Il mio maglioncino preferito e il cappellino saranno in blu. Così come la croce di zaffiri che porterò al collo, l’anello in acquamarina e lo smalto saranno nelle stesse sfumature di blu. La mia gonnellina, oltre ad avere dei richiami di blu, avrà delle pennellate di rosa. E per finire l’oro, nella catena della mia croce e…nei miei capelli, naturalmente!:-)
-Ora cerco su Google… mi hai proprio incuriosito con questa storia del Blu Klein!
-Molto bene, io comincio a prepararmi.
-Ok, vengo a prenderti stasera…
-…sulla tua torpedo BLU? ^.^



Sweater: Just Cavalli
Skirt: Richmond
Boots: Le Silla
Bag: Sergio Rossi
Sunglasses: Dolce&Gabbana


giovedì 5 dicembre 2013

Gray Poncho







Ho un segreto.
Ci penso all’improvviso, mentre credo di avere la testa concentrata altrove. Se avessi uno specchio di fronte, sono sicura che rifletterebbe il mio sorriso impercettibile. Di quelli che non ti piegano gli angoli della bocca, ma ti salgono su fino agli occhi. Mi viene pure da grattarmi la punta del naso…ma non per prurito, per imbarazzo! Forse quando sono così assorta assumo involontariamente anche delle espressioni buffe. Ma è divertente. Perché ho un segreto. Qualcosa che non sa nessuno. Nemmeno chi pensa di conoscermi come le proprie tasche.
E’ bello rifugiarsi in un posto della testa che conosci solo tu, è bello avere dei segreti.
Questo poi me lo tengo stretto, per paura che me lo si legga in faccia!

Ciò che invece posso sicuramente rivelarvi è che dalle nobili mani di artigiane, che con passione e cura nei dettagli creano pezzi unici ed esclusivi, nasce la nuova collezione ELLY by La Civetta. Foulard, borse gioiello, bracciali e cinture, realizzati con tessuti pregiati, perle di fiume, pietre semipreziose e cristalli. Io ho scelto la sciarpa SORPRESA, così versatile da poter essere indossata in diversi modi: come sciarpa, come copricapo, come collo, come poncho e perché no, come cintura o come gonnellina sopra un paio di leggings. Sempre e comunque impreziosita dal luccicante spillone di cristalli.
Oggi la indosso come poncho sopra una camicia bianca e un paio di pantaloni in fantasia micro pied de poule, con cintura e bande laterali in pelle nera. Potrei definirlo un look “rock-chic”: baschetto nero con borchie; borsa romantica con paillettes e applicazioni di pelo, che disegnano i petali di un fiore; braccialetto di perle; collana con orecchini raffiguranti Marilyn Monroe; tronchetti grintosi dal tacco altissimo.

…e voi, l’avete un segreto insvelabile? :-)






Pants: D&G
Ankle Boots: Alberto Venturini
Poncho: Elly by La Civetta


mercoledì 27 novembre 2013

My Pencil Skirt (Red+Tartan+Leopard)







Ho cambiato idea sul rossetto rosso, sulle Jeffrey Campbell e sui leggings.
Ho cambiato idea su certe persone. Che vanno ascoltate, capite e poi mandate a Quel Paese.
Ho cambiato idea sul profumo alla vaniglia, non ancora sul sushi, mai sulla fede calcistica.
Ho cambiato idea alcune volte sulla città in cui abitare. Ma Milano mantiene sempre il primo posto nel cuore.
Ho cambiato idea sul concetto di felicità, su quello di bellezza e sul livello di intransigenza da riservare a me stessa e agli altri.
E poi, cosa di assoluta e sostanziale serietà e rilevanza, ho cambiato idea sulla lunghezza delle gonne, che su di me ritenevo ammissibili solamente in due versioni: decisamente mini o decisamente maxi.
Invece è successo che, un po’ per gioco, senza troppa convinzione, ho ripescato dal guardaroba una pencil skirt rossa dall’orlo appena sotto al ginocchio, acquistata anni fa con ancora minor convinzione. E a sorpresa mi sono lasciata condurre come in un coinvolgente ballo di coppia da questa gonna dal taglio sagomato, che avvolge la silhouette, sottolinea la vita e slancia la figura. Che fa l’occhiolino agli anni ’40, ma che risulta ancora tremendamente attuale. E che dona una femminilità così sofisticata.
Attenzione, non è finita qui.
Ho cambiato idea anche sul mio caro leopardato. Pensavo che mai e poi mai avrei potuto sopportare di vederlo accompagnato a un’altra fantasia. E invece eccolo lì, che se ne va a braccetto con una camicia di seta stampa tartan. E’ sicuramente un abbinamento inusuale e di impatto, ma devo dire che a me questa coppia non dispiace per niente!

Pimpulu pampulu parimpampù, et voilà! In un unico outfit ho mescolato ben tre trend di stagione: tartan, leopardato e pencil skirt!

Ogni tanto fa bene, nella moda come nella vita, cambiare idea, rivedere le proprie posizioni e le proprie convinzioni. Pur rimanendo sempre fedeli a se stessi. ;-)












Coat: Phard
Blouse: Moschino Cheap and Chic
Bag: Moschino Love
Shoes: Guess


martedì 19 novembre 2013

HAT-OLOGY. Anna Piaggi e i suoi cappelli.

 


Timore reverenziale, misto a curiosità, misto a meraviglia:
per me è stato come ricevere un invito per un tè e una fetta di torta (abilmente cucinata con una ricetta segreta a base di cappellini, ça va sans dire), a casa della famosa giornalista di moda Anna Piaggi.

Immaginate una cascata di cappelli collocati su ogni possibile superficie: sui vasi del soggiorno, sul divano, sulle pile di riviste di moda, nelle cappelliere della camera da letto e persino nel box doccia.
Da un copricapo Belle Epoque di tulle ad un’antenna di glitter da discoteca, dalle creazioni parigine d’Alta Moda di Chanel ad un copricapo modernista di Yohji, da un cappello da party Dolce & Gabbana a una paglietta super chic del costumista romano Tirelli.
Ora immaginate di essere accolti con garbata ospitalità nel soggiorno: in sottofondo il rumore dal gusto retrò dei tasti della macchina da scrivere Olivetti “Valentina”, fedele compagna di lavoro per la stesura di ogni suo articolo fin dal 1969 e tutt’intorno meravigliosi copricapi provenienti da ogni parte del mondo. Cappelli vintage permeati di charme romantico, cappelli con il tricolore italiano che Anna indossava con leggerezza e humour, cappellini coloratissimi per i quali lei era diventata leggendaria. E in ciascuno di essi racchiusa una storia interessante da farsi raccontare.

Il suo assistente per lungo tempo, Moreno Fardin, dice: "I cappelli davano ad Anna un punto di stabilità; il cappello veniva per primo, poi seguivano i vestiti"






Proseguendo verso la stanza da bagno, impossibile non immaginare la grande dame davanti allo specchio, intenta a ricorrere all’artificio di acconciature e make up elaborati, con quel pizzico di follia così vicino alla genialità, nei suoi colori “da combattimento”: volto bianco polvere con guance macchiate di un rosso brillante, contorno occhi azzurro o nero, labbra rosse e capelli blu. 
E impossibile non restare affascinati dalle immagini spiritose e frivole provenienti dall’oblò di una lavatrice programmata per lavaggi fashion.








Il suo fidato hair & make -up artist Roberto Pagnini dice: "Una mèche di capelli blu, un colore ottenuto per errore, è stato il mio omaggio ad una icona della moda, che mi ha dato ispirazione e ho amato immensamente"

Due passi ancora ed ecco la press-room, il suo mondo in bianco e nero, nel quale era solita vestirsi con un grembiule bianco da laboratorio coordinato con un cappello grafico, per concentrarsi nella sua continua ricerca tra terminologia, creatività, dettagli, immagini, storia della moda e futurologia.


Il lavoro di Anna rappresentava la parte più importante della sua vita. Viveva nella tensione che esiste tra il testo e le immagini, nella sua "Fashion Algebra".






E infine la camera da letto. Un invito ad un viaggio virtuale negli atelier più famosi delle tre capitali della moda, Milano, Londra e Parigi, per scegliere i cappelli più graziosi e indossarli alla propria maniera.

Milano

Londra

Parigi

Parigi

Parigi


Ad un anno dalla morte della celebre fashion editor Anna Piaggi, la mostra “Hat-ology” a Palazzo Morando a Milano ne ripercorre lo stile originale, eccentrico e stravagante, attraverso l’esposizione di circa 60 favolosi cappelli (selezionati tra i 600 modelli della sua personale collezione), che Anna amava indossare con ineguagliabile naturalezza in tutte le occasioni.
“Il mio cappello è qualcosa di personale. Contiene l’anima, il sentimento e le sensazioni che muovono questo nostro piccolo mondo” (Anna Piaggi)
Un mondo di cui Stephen Jones, curatore della mostra e “cappellaio matto” che inequivocabilmente contribuì a creare lo stile provocatorio, visionario e assolutamente inconfondibile dell’amica Anna, ha voluto ricreare l’atmosfera, proponendo una suggestiva ricostruzione del suo appartamento privato.
“Ho incontrato per la prima volta Anna a Londra durante un servizio fotografico per la sua rivista d’avanguardia Vanity. Per trent’anni abbiamo avuto un affettuoso rapporto attraverso e per mezzo dei cappelli ed è diventata la mia musa. La maggior parte delle mie clienti siedono pazientemente mentre sistemo un cappello sulle loro teste. Anna invece l’avrebbe preso in mano, provato al contrario, capovolto, vi avrebbe appuntato un gioiello, aggiunto una veletta… e l’avrebbe fatto suo. Poi si sarebbe voltata verso di me e, atteggiandosi in una sua tipica espressione, avrebbe detto ‘vedi’…” (Stephen Jones)




"Creare un cappello per lei era divertentissimo, spesso mi telefonava raccontandomi di dover andare ad un party sponsorizzato da un'azienda produttrice di pasta. E così, ovviamente, decidevo di creare delle orchidee fatte di pasta. Ma lei poteva anche metterle sottosopra, rivoltarle da capo a piedi, renderle sue e portarle da un'altra parte. Questa era Anna." (Stephen Jones)


Si tratta di una collezione (accompagnata da un’inedita serie di illustrazioni, schizzi, video e fotografie) che esprime la raffinata visione estetica di una donna che, attraverso i vezzi di un cappello, ha raccontato in modo unico l’evoluzione della moda e si è resa interprete dei tempi, nonché musa e artista per molti stilisti.

Per me che sono un’appassionata di cappelli (e in generale di tutto ciò che si porta in testa...cappellini, foulard, tiare, bandane, corone, corna ) è stato come fare una passeggiata nel paese delle meraviglie: emozionante ed entusiasmante!
Probabilmente sorseggiando il tè e gustando la torta, mi sarei complimentata con lei per il suo lavoro, dagli esordi per la rivista Arianna negli anni '60 ai 25 anni di Doppie Pagine a Vogue Italia, ma anche per aver definito e formato il mestiere della redattrice di moda, per aver dato forza ed espressione al Made in Italy e per aver aperto le porte al vintage, prima ancora che nascesse questo concetto. Le avrei chiesto timidamente di poter indossare i suoi cappelli (giuro, non avrei saputo scegliere…è stato un colpo di fulmine con ognuno!) e l’avrei ringraziata per avermi dato la conferma di quanto un cappello possa completare o cambiare un outfit, ma di quanto sia altresì necessaria una grande personalità per poterlo portare con la dovuta disinvoltura.
Ma soprattutto l’avrei ringraziata per avermi insegnato come l’ironia possa rendere la vita più piacevole, perché prendersi troppo sul serio fa male alla salute, all’anima e alla fantasia!

Ad Anna Piaggi e a questa mostra…tanto di cappello!!!


( La mostra resterà aperta fino al 30 novembre.
c/o Palazzo Morando, ingresso da via Bagutta 24, Milano)

Ed eccomi qui, in perfetta sintonia cromatica con la casa di Anna Piaggi!


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