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martedì 15 ottobre 2013

Natural Colors







 Programma del giorno: 
sabbia,
tortora,
talpa,
fango
(e che si tenga d’occhio l’orologio!)

No, fermi tutti amiche e amici sportivi! Interrompete riscaldamento e stretching! Non sto organizzando una giornata con corsa campestre…si tratta semplicemente di alcune delle nuances del mio look di oggi! (e dei miei graziosi orecchini, certo ^.^).
Oggi mi sono presa una breve pausa dai toni vivaci e brillanti che ultimamente adoro indossare, in favore di questi colori naturali, che personalmente trovo di un’eleganza raffinata, quasi aristocratica. Sono nuances soft e discrete, che difficilmente stancano, non passano mai di moda e si abbinano con grande facilità. Inoltre donano a tutte, bionde o more, con la dovuta accortezza nella scelta della giusta tonalità rispetto al proprio incarnato.
Come dire, direttamente dalla natura…all’armadio! ;-)






Dress: Imperial
Cardigan: Gaudì
Hat: Patrizia Pepe
Shoes: Gastone Lucioli
Bag: Miu Miu
Sunglasses: Burberry
Earrings: Stella*z


mercoledì 6 marzo 2013

My Jumpsuit







 << Oh, ma certo ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con la storia della moda. Tu guardi questa jumpsuit di Michael Kors, per esempio. Ma quello che non sai è che non si tratta di una semplice “tuta”.
E sei anche allegramente inconsapevole del fatto che fu il fiorentino Ernesto Michahelles, in arte Thayaht, pittore e scultore ma anche stilista futurista, ad inventare la tuta nel lontano 1919. E che il termine “tuta” fu proprio coniato da lui, per descrivere il modello a forma di T ricavato da un unico pezzo di tessuto. Allacciata sul davanti, sette bottoni, una cintura, poche cuciture, taglio rettilineo, fu pensata come capo eversivo, pratico, universale, ma soprattutto antiborghese.
E poi è stata Elsa Schiaparelli, se non sbaglio, a disegnare nel 1940 in periodo di guerra una jumpsuit da “bunker”: azzurra, con cappuccio, decoro a treccia sui polsi, punto vita e caviglie segnate e una borraccia a tracolla.



Il modello base è pur sempre quello di paracadutisti, aviatori e sciatori. Ma certamente tu ignori che fu proprio un pilota d’aereo, nonchè marchese e stilista, Emilio Pucci, a riscuotere nel 1947 un enorme successo, mettendo sul mercato una linea di tute da neve, realizzate inizialmente solo per gli amici più stretti. E fu sempre lui a brevettare nel 1960  il tessuto Emilioform, una combinazione elastica di shantung di seta e helanca, che fece la fortuna del primo total look in versione jumpsuit.
E poi la tuta è rapidamente comparsa nelle collezioni di diversi stilisti: per Paco Rabanne, in materiale metallico e per Pierre Cardin, un modello seconda pelle da scenario futurista. Ampia e bianca con pantaloni a zampa e parte alta a doppiopetto, abbinata a cravatta bordeaux, gemelli ai polsi e tacchi alti, per Valentino. Bianca a maniche lunghe, colletto, pantalone palazzo arricciato in vita e tasche laterali, per YSL. Entrambe del 1970.




Fino ad arrivare a poco a poco alle reinterpretazioni dei giorni nostri: in seta scozzese, in stampa floreale, in maglia metallica, in stile gipsy, marinaro o orientale. Che sia chic o casual, per il giorno o per la sera, per la stagione calda o per quella invernale, la jumpsuit è diventata un capo cult del guardaroba femminile.
E siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di stare semplicemente osservando una banale tuta, senza considerare che dietro sia rappresentato molto di più di ciò che appare.>>



Lo confesso, ho sempre sognato di lanciarmi in un monologo stile Miranda Priestly nella famosa scena del maglioncino ceruleo!!! :-)
Ricordate?


 




















Jumpsuit: Michael Kors
Cardigan in lana e applicazioni di pelo: Gaudì
Tronchetti stampa cocco: Dolce&Gabbana
Cintura: ALV Andare Lontano Viaggiando by Alviero Martini
Cappello: Patrizia Pepe
Borsa: Sem Vaccaro
Anello con ranocchio: Brocantage Novegro Mi
Bracciale: D&G
Occhiali: Burberry



Ecco qui la scena a cui mi riferivo, tratta da "Il diavolo veste Prada":
http://vimeo.com/41705049
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